Goderecci.it

MailingList



Ricevi HTML?

TANNINO ENOBARISTORANTE - Roma PDF Stampa E-mail
Lazio
Scritto da Marco   
Domenica 22 Novembre 2009 14:46

TANNINO ENOBARISTORANTE
Via S. Maria Goretti, 7/9
Roma
Tel. 06/8620.8387

Il locale si trova nel cuore del quartiere "africano", all'interno di un immaginario triangolo i cui lati sono Viale Libia, Via Tripolitania e Viale Etiopia. Una zona non molto bella a dire il vero, la cui unica curiosità è costituita dalla presenza della mitica "sedia del diavolo", il monumento sepolcrale di Elio Callisto, liberto di Adriano, che sorge sull'omonima piazza: in parole povere un rudere romano di discutibile fascino con pavimentazione a mosaico bianco e grandi nicchie abbellite con disegni colorati, la cui forma ricorda appunto quella di una sedia. Chissà poi perché l'avranno voluta attribuire a scranno per Satanasso (forse l'assidua frequentazione di prostitute e spacciatori).
Il parcheggio è altamente problematico. La zona è infatti densamente popolata e le automobili sono una sull'altra, soprattutto la sera. Il consiglio è quello di arrivare con un po' di anticipo sull'ora della prenotazione, quest'ultima consigliata solo per una questione di tranquillità, dato che al nostro arrivo vi erano alcuni tavoli ancora liberi.
Il locale è costituito da un unico ambiente a forma di L: l'ingresso è sul lato corto e, di fronte, non appena si entra, c'è il bancone da bar con sgabelli alti che occupa tutto l'angolo. La maggior parte dei tavoli (in tutto per circa 25/30 persone al massimo) è invece distribuita nel lato lungo della L. Sono privilegiati i tavoli per due, sistemati accanto alla parete e sovrastati da lampade a muro con luce soffusa. Domina il colore arancio e complessivamente l'ambiente è molto curato e piacevole. Sottofondo musicale simil-jazz appena percettibile.
Una delle pareti è occupata da una sorta di libreria che, anziché ospitare tomi e volumi, accoglie invece diverse bottiglie di vino in bella mostra.
La definizione di "enobaristorante", seppur stravagante, non si può dire che non sia appropriata: il posto sembra un'enoteca in cui si può anche mangiare, ma dove è anche possibile sedersi al bancone del bar per il vino al bicchiere (a scelta tra una decina di nomi scritti su una lavagnetta) o per un superalcolico o un semplice caffè.
I tavoli sono di legno massiccio e l'apparecchiatura è costituita da una tovaglietta di carta pro commensale con su stampato il logo del locale e posateria in acciaio comune. Il patron, Ivano D'Annibale, è anche sommelier e non esita a portarci menu e carta dei vini.
Il menu è costituito di due pagine dove compaiono 7 antipasti e 7 primi, 9 secondi, 5 contorni, 8 formaggi, e 5 dolci. Sia i primi che i secondi sono equamente ripartiti tra carne e pesce.
La carta dei vini mi è sembrata decisamente interessante, non tanto per l'ampiezza della scelta, quanto per la sua "personalità", nel senso che non ci sono le solite cose. I vini bianchi sono 24, i rossi di media struttura 19, i rossi strutturati 33, le bottiglie "nobili" 8 ed i vini dolci 10.
Poiché la compagnia è orientata sul pesce, decidiamo di provare un verdicchio marchigiano e precisamente un "Vigna San Marco" dei Castelli di Jesi - Colonnara (2003, ben 13,5% vol., 12 Euro la bottiglia). Molto buono il vino, forse leggermente sopra temperatura (ma a me il bianco piace quando è bello freddo).
Il pane, indicato in menu come se fosse un coperto (1 Euro), è di Lariano.
Di primo prendiamo le "linguine ai totani" e gli "spaghetti cozze e vongole veraci". Plauso incondizionato per le linguine, con pomodoro e piccanti al punto giusto; buoni senza sussulti anche gli spaghetti.
Di secondo prendiamo i "filetti di persico al limone", le "alici alla griglia" e i "totani al pomodoro"; per contorno i "carciofi alla romana".
I filetti di persico sono impanati e cotti presumibilmente al forno. Buoni, ma niente di particolare. I totani al pomodoro sono forse il pezzo migliore, molto saporiti e ben cucinati.
Discorso a parte per le alici. Nel menu sono due i piatti indicati come "alla griglia": queste alici e la spigola. Il problema è la chiarezza nei termini. Il locale è sprovvisto degli strumenti per cuocere "alla griglia", ovvero sulla brace. Le alici dunque, così come la spigola, più che "gligliate" sono "grillate", ovvero cotte con ausilio di mezzi meccanici. E' chiaro che il risultato, seppur dignitoso, non può essere proprio esaltante.
I carciofi alla romana sono invece prelibati.
Purtroppo, per quanto riguarda le carni, sarà necessaria una seconda visita.
Per dolce chiediamo la "lasagnetta calda di pan di spagna e mela verde con crema pasticcera". Non la assaggio personalmente ma, per quello che mi viene riferito, trattasi di una buona preparazione.
Niente caffè ma un paio di amari, un limoncello e un vecchio Jack (Daniel's) for me.
Il conto ammonta a 165 Euro, ovvero a 55 Euro per coppia (per 2 bottiglie di vino, 4 primi, 6 secondi, 5 contorni, 3 dolci e 4 liquori).

I voti:
AMBIENTE: 8 e mezzo (curato senza essere eccessivamente elegante, atmosfera vellutata, luci soffuse, musica appena percettibile - deve piacervi il genere);
SERVIZIO: 8 (veloce e gentile, mai invadente, sempre pronto a chiarimenti e delucidazioni);
CANTINA: 7 e mezzo (non fornitissima ma con bottiglie interessanti);
CUCINA: 7 (per quel che riguarda il pesce, buoni i primi, migliorabili i secondi);
RAPPORTO Q/P: 7 (circa 30 Euro a testa per una cena completa di pesce, vini compresi, è un buon rapporto).

GIUDIZIO FINALE: l'enobaristorante Tannino è un posto tranquillo dove poter trascorrere una piacevole serata tra una discreta cucina e degli ottimi vini. Perfetto per coppie romantiche, decisamente sconsigliato a comitive chiassose.

Che Aldo continui a guidarci.

Marco

Data della visita: 21 ottobre 2004

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Dicembre 2009 11:13