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RISTORANTE NANDO - Grottaferrata (RM) PDF Stampa E-mail
Lazio
Scritto da Max   
Domenica 22 Novembre 2009 14:43

RISTORANTE NANDO
Via Roma, 4/6
Grottaferrata (RM)
Tel. 06/9459989
www.ristorantenando.it
Chiuso: Lunedì.
Ferie: periodo variabile
Carte di credito accettate: tutte le più diffuse.
Prenotazione: pressoché obbligatoria visto che il locale non è grandissimo.

Come anticipato il locale si trova in quell'area felice della ristorazione capitolina nota ai più come "castelli romani", a ridosso del corso principale di Grottaferrata per essere più precisi. Provenendo da Roma lungo la Via Anagnina, appena questa da strada a senso unico ridiventa a doppio senso, si deve svoltare a destra e percorrere la traversa (in leggera salita) fino in fondo. Una volta che questa termina, e siamo ormai al centro di Grottaferrata, sulla destra troviamo l'insegna "Nando".
Parcheggiata l'auto lungo la strada, se c'è posto, o lungo la traversa a destra appena prima del ristorante, dove il posto c'è sempre, varchiamo la soglia di questo tempio del buon mangiare e dell'ospitalità.
Vi accoglie nel locale il proprietario, Piero Ciocca, autentico Virgilio del locale, vero artefice della rinascita dello stesso e noto collezionista di cavatappi di ogni genere, come avrete modo di constatare soffermandovi sulle teche e sulle nicchie alle pareti.
Il ristorante si divide in due sale ben distinte: una sala grande aperta anche ai fumatori moderati che è quella davanti a voi appena entrati ed una saletta non fumatori, più appartata e più intima, all'interno della quale, secondo necessità, può essere ricavato un privé. A queste, solo nel periodo estivo, si aggiunge un delizioso giardino interno di recente ristrutturato ricco di piante ed in gran parte maiolicato con ceramiche di pregio.
Le tavole, di varie dimensioni e forme, sono apparecchiate con gusto sobrio senza particolari leziosità delle quali tutto sommato, almeno chi scrive, fa volentieri a meno. Discreta la posateria, buoni i calici, sempre appropriati al vino in tavola (dimenticavo che Piero è anche sommelier); nei tavoli più grandi viene anche presentata su un espositore in plexiglas una selezione di cavatappi un po' "fuori norma" che il cliente può toccare con mano cercando di indovinare il metodo di funzionamento. Le signore, laddove abbisognino di posare la borsetta, vengono fornite di idoneo utensile (un vero tocco di classe) che poggia sul bordo del tavolo e tiene in sospensione la borsetta stessa evitando che venga a contatto col pavimento.
Una volta ambientati si viene introdotti da Piero stesso o dal maitre (suo figlio Gabriele) o dagli ottimi Mauro e Ciro ai piatti offerti dal menù. E' cura del ristoratore di far trovare sempre dei piatti del giorno in funzione di quanto reperito la mattina presso i propri fornitori. Il ristorante offre selezioni di piatti a base di pesce e di carne in tutte le stagioni, tutti eseguiti con materie prime rigorosamente freschissime!
Chi scrive, forse si intuisce, è un entusiasta frequentatore del locale; ho aspettato molto per recensire il ristorante perché ogni volta mi riproponevo di gustare dei piatti che la volta precedente non avevo potuto assaggiare, devo dire che, considerato l'avvicendarsi continuo dei piatti e la ricerca costante di nuovi sapori, non mi sono mai nemmeno avvicinato al "sapere", ergo vi racconto quanto di recente gustato, lasciando a voi il piacere di scoprire le novità quando andrete in visita. Una cena tipo è così composta:
Antipasto di terra: misto con fiori di zucca ripieni di robiola caldi e spolverati di grana, julienne di zucchine, mozzarella di bufala campana, bresaola spagnola con composta di frutta, prosciutto di oca (spero di non avere omesso niente).
Antipasto di mare: carpacci crudi di pesce o gamberoni con lardo di Colonnata serviti su crostino caldo o salame di polipo o... quello che il singolo giorno viene offerto. Anche questa elencazione non rende a mio avviso merito al cibo ed alla sua varietà. Tutti gli antipasti assommano in sé grande equilibrio e visibile ricerca di nuovi connubi. Tutti molto buoni.
Primi - ho assaggiato in varie occasioni e sempre con grande soddisfazione, i seguenti piatti: Cannolicchi con fagioli cannellini e calamari, Spaghetti rossi con radicchio di Chioggia e guanciale, Tagliolini con rombo e pomodorini di Pachino. D'inverno si trovano sempre piatti con funghi (non solo porcini) o tartufi (di Acqualagna), in genere accompagnati a paste fresche.
Secondi di terra - anche in questo caso si tratta di piatti gustati in più occasioni: Tagliata di Angus e patate, Filetto di struzzo all'aceto, Filettini di cervo al ginepro (consigliatissimi a chi piace la selvaggina), Tagliata al Roquefort (assaggiata di recente, necessita di poca cottura e di un formaggio reso in crema un po' più liquida, da migliorare ma il sapore è notevole), Abbacchio o capretto a scottadito (un classico della cucina romana eseguito con perizia).
Secondi di pesce - ho gustato: Coda di rospo con carciofi (a stagione) e/o ceci, Orata o spigola alla Parmantier o, in alternativa al miele o in crosta di patate, Trance di pesce spada in salmoriglio. Talvolta, non vorrei ricordare male, del baccalà. Tutto il pesce vi viene come d'uopo presentato e poi cotto... sempre freschissimo!
Contorni - di per sé ogni piatto ha a fianco un piccolo contorno, qualora si voglia aggiungere qualcosa c'è sempre ampia scelta di verdure di stagione e di primizie.
E veniamo ai dolci:
Come vedete meritano un capitolo a parte. Lo chef, Gabriele Ciocca, oltre che essere bravo deve, ripeto deve, essere anche molto goloso. Solo così riesco a capire l'amore e la ricercatezza con cui propone sempre nuovi dolci sempre onestamente più buoni. Il richiamo alla tradizione pasticcera è evidente, non si fanno a mia memoria invenzioni ardite, ma la ricerca del componente migliore, del connubio ideale, della veste visiva migliore, fanno dei suoi dolci degli autentici capolavori! Uno su tutti il mai troppo celebrato Millefoglie (da provare comunque anche se non avete più fame). Ogni dolce, e con questo finisco, viene servito su un piatto appositamente creato da un artista della ceramica, il risultato è sorprendente, sembra di mangiare un'opera d'arte!
Parliamo del vino? Molte ottime bottiglie trovano spazio nella cantina del buon Piero (luogo che vi consiglio di visitare, magari non soli...), non solo di vini italiani. La carta dei vini, oltre che molto ampia, è scritta con rara chiarezza soprattutto in merito al prezzo, declinato anche in lettere oltre che in numeri. Chiedete e sarete soddisfatti. La ricarica è nella media. I distillati sono degni di tutto il resto, numerosi e ben scelti.
Il pane: ottimo, fatto in casa con olive, noci e classico.
Il costo: non proprio contenuto ma più che adeguato alla qualità offerta: 50 Euro circa a testa incluso vino, uscendo sazi e veramente soddisfatti.

I voti:
AMBIENTE: 7 (un po' "affollato" di oggetti ma estremamente accogliente);
SERVIZIO: 7 e mezzo (cortese, efficiente, puntuale);
CANTINA: 8 e mezzo (notevole la carta dei vini, competenza nella scelta se non fatta autonomamente);
CUCINA: 8 e mezzo (ben eseguita, una certezza sempre);
RAPPORTO Q/P: 7

GIUDIZIO FINALE: essenziale la visita.

Aldo potrebbe realmente essere stato un frequentatore, mi informerò...

Max

Data della visita: 29 maggio 2003

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Dicembre 2009 10:53