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RISTORANTE LE NINFE - Roma PDF Stampa E-mail
Lazio
Scritto da Marco   
Domenica 22 Novembre 2009 14:42

 

RISTORANTE LE NINFE
Via Giulio Antamoro, 65
Roma
Tel. 06 / 87.20.13.31 - 87.13.79.30
Chiusura la Domenica.
Parcheggio facile.
Carte di credito: le principali.

Cominciamo subito con il dire che questo Ristorante si trova ubicato laddove potreste recarvi unicamente per due motivi: sedervi appunto ad uno dei suoi tavoli oppure andare a trovare qualcuno che abita da quelle parti. La via Antamoro, infatti, è una parallela di Via della Bufalotta, all'altezza di Via Renato Fucini (zona Talenti), ma non ha nulla a che fare con quest'ultima: è infatti una strada che confina con la campagna e ai cui lati sorgono inquietanti palazzoni grigi di sette-otto piani. La zona è residenziale e non c'è assolutamente nulla da vedere o da fare. L'idea di farvi una passeggiata da quelle parti potrebbe venirvi soltanto se la vostra donna vi avesse lasciato e desideraste di essere attaccati da un rottweiler impazzito.


Peraltro l'indubbia tristezza dell'esterno vi lascia non appena varcate la soglia del locale. Si tratta di un unico ambiente piccolino ma accogliente, ben arredato ed in grado di ospitare al massimo una trentina di persone. Molti tavoli sono da due perché, inutile negarlo, il ristorante strizza l'occhio alle coppiette in vena di cene romantiche al lume di una candelina (posta in cima ad un supporto in ferro battuto, presente su ogni tavolo).
Il patron, Daniele Massimo (lascio a voi capire quale sia il nome e quale il cognome – io non lo so), è un affabile cinquantenne che si prende personalmente cura degli avventori.
Non appena prendiamo il posto precedentemente prenotato ci porta il menu, costituito in tutto di quattro pagine, e la carta dei vini, che invece sembra un volume della Treccani. Per dargli una sommaria occhiata ci ho messo buoni venti minuti. Ci sono due grandi sezioni, bianchi e rossi, e diverse sottosezioni costituite dalle italiche Regioni. C'è veramente di tutto e di più. Essendo un perfetto ignorante (o quasi) vado a caso e prendo un Montefalco Rosso Riserva 2001 della cantina Antonelli (www.antonellisanmarco.it), un vino umbro così costituito: 70% Sangiovese, 15% Sagrantino e 15% Cabernet Sauvignon. Tredici gradi e mezzo per 21 Euro e passa la paura, anche perché è buonissimo.
Il menu è di quelli che farebbero contenti gli amanti della c.d. "cucina creativa": lungi dall'essere presenti dei volgari bucatini all'amatriciana o una bella coda alla vaccinara, ci sono dei piatti dall'altisonante e ricercato titolo. Noi abbiamo preso:
PRIMI
- Risotto alla zucca e vongole veraci all'essenza di puttanesca;
- Mezzelune ripiene di melanzane con pomodorini, porcini e timo;
SECONDI
- Piccole entrecote con mele e spirali di carote con salsa di gorgonzola al cocco;
- Ventaglio d'anatra e pere al Lambrusco con salsa al Cointreau;
DOLCI
- Cialde al cioccolato con crema torbata e fragole;
- Bocconcini di gelato con fantasia di creme;
E' francamente imbarazzante andare a descrivere quanto degustato...
Brevemente posso dire che il risotto era veramente ottimo anche se le vongole, sicuramente non veraci, ho fatto fatica a trovarle sia fisicamente che come sapore. Le mezzelune, una sorta di ravioli, mi sono sembrate anch'esse buone benché il gusto della melanzana fosse un po' troppo nascosto.
Le piccole entrecote erano veramente squisite anche se, secondo me, il cocco l'avevano terminato, così come l'anatra, sublime nell'accostamento con la pera ed il Lambrusco.
Da segnalare che le preparazioni vengono tutte servite come piccole “sculture” e, per chi ama questo genere di attenzioni, anche l’occhio avrà avuto la sua parte.
I dolci sono veramente ottimi. In particolare i bocconcini di gelato erano così articolati:
- gelato di pinoli con crema al limone;
- gelato di zafferano e papavero con coulis di fragoline;
- cassatina siciliana con salsa al pistacchio;
- gelato di menta con purea di melone;
Alcune notazioni a margine: le porzioni non sono particolarmente abbondanti ma prendendo un primo, un secondo ed un dolce non ci si alza con la fame; il pane viene servito in un piccolo cestino ed è alle olive, alle noci e normale; il vino viene servito in appositi calici da degustazione; è possibile anche degustare dei formaggi tipici regionali, in particolare del Piemonte, del Veneto e delle Marche, oltre ad alcuni prodotti tipici abruzzesi e molisani.
Il conto ammonta a Euro 68,50. Se togliete i 21 Euro per il vino vi rimangono Euro 47,50 che, diviso due, fa 24 Euro. Direi che non è male, soprattutto per un tipo di cucina così ricercata e, in definitiva, ben eseguita.

I voti:
AMBIENTE: 7 e mezzo (carino ed accogliente);
SERVIZIO: 7 (gentile, per nulla invadente, forse un po' distante);
CANTINA: 9 e mezzo (in grado di accontentare chiunque);
CUCINA: 8 (nulla da aggiungere a quanto sopra);
RAPPORTO Q/P: 8 (idem).

GIUDIZIO FINALE: Personalmente, non mi sento di gridare al miracolo per un posto del genere; tuttavia vi ho mangiato assai bene e, saltuariamente, questo tipo di cucina può dare le sue soddisfazioni. Da provare.

Aldo avrebbe preso porzioni doppie.

Marco

Data della visita: 7 aprile 2005


Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Dicembre 2009 10:53