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FERRO E FUOCO - Roma PDF Stampa E-mail
Lazio
Scritto da Max   
Domenica 22 Novembre 2009 14:17

FERRO E FUOCO
Griglieria - Pizzeria - Birreria
Via G. Zanardini, 39
Roma
Tel. 06/8200.4099
Chiuso: Lunedì.
Ferie: mai.
Carte di credito: tutte.

A pochi passi da Piazza Talenti, appena dietro il notissimo castello che svetta sulle ultime colline di Montesacro, si trova nascosto alla vista il ristorante di cui alla presente recensione. Dico nascosto perché, effettivamente, se non se ne conosce la presenza, la stessa è davvero difficile da intuire in assenza di indicazioni circa la location del locale. Una lunga fila di macchine lungo Via Zanardini potrà comunque esservi di aiuto nella sua individuazione. A tale proposito segnalo che, qualora decideste di andarci, il parcheggio in prossimità del locale è piuttosto limitato (una trentina di posti in tutto) e potrebbe capitarvi dopo le 21.00 di dover parcheggiare anche piuttosto lontano dal ristorante.
Il locale, segnalato all'esterno da due lampioncini luminosi sulle colonnine che sorreggono il cancello di ingresso, è costituito da una vecchia stalla riattata a ristorante della quale resta ben visibile l'impianto originario: i finestroni alti, le capriate in legno che sorreggono il tetto, i pesanti portoni lignei alle estremità della stalla che servivano ad assicurare l'accesso del bestiame. Il restauro è molto ben fatto e l'ambiente, nonostante sia molto grande, non risulta dispersivo, anzi molto accogliente. Segnalo che su richiesta si può mangiare all'interno di una saletta fumatori predisposta dalla direzione del locale molto tempo prima della entrata in vigore della legge che proibisce il fumo nei locali pubblici.
I coperti ammontano approssimativamente a 200-250 all'interno ai quali si aggiungono nel periodo estivo altri 150 circa all'esterno nel garden del ristorante (ambiente questo particolarmente gradevole grazie alla buona esposizione alla ventilazione estiva favorita dalla posizione abbastanza alta e lontana da edifici). Le tavole sono apparecchiate in modo estremamente tradizionale con tovagliati bianchi e bella posateria da ristorante (niente di particolare ma le forchette infilzano e i coltelli tagliano davvero!). Bicchieri sempre appropriati anche se non sempre presenti in abbinamento acqua/vino soprattutto in occasione di tavolate numerose.
La recensione in oggetto potrebbe essere definita un po' anomala visto che si rifà ad una visita del 22 dicembre 2004 ma che spazia attingendo ad altre esperienze presso lo stesso ristorante. Nello specifico della serata premetto che la visita in questione era costituita da una cena fra colleghi di lavoro (28 persone).
Il pasto si è aperto con un fritto misto di terra costituito da verdure fritte (fiori di zucca, olive ascolane, zucchine) alle quali era stata affiancata la pasta cresciuta (quella della pizza fritta e decorata con uno spruzzo di salsa di pomodoro). Caldissima e ben fritta ha fatto la sua onorevole figura.
Il ristorante si fregia del nome "griglieria", molto in voga di recente anche per ristoranti la cui griglia è davvero modesta, e lo merita in pieno. Scopo della serata, oltre quello di divertirsi, era di fare una bella mangiata di carne alla griglia cotta con dovizia. Siamo stati esauditi. Abbiamo potuto gustare in sequenza tre diversi tipi di tagliata (carne del consorzio italiano 5R (*)) servita su pietra ollare e guarnita in modo differente: Tagliata con lardo adagiato in superficie e sciolto al calore della carne; Tagliata con pomodorini pachino e rucola; Tagliata con gorgonzola (di chiara derivazione francese dalla tagliata con Roquefort). La carne è rimasta calda fino all'ultimo ed inoltre chi non gradiva l'aspetto sanguinolento della sua porzione poteva sempre proseguire la cottura in un angolo libero della pietra ollare.
A seguire, non ancora paghi nonostante le porzioni davvero abbondanti, abbiamo ordinato delle bistecche di manzo danese nel numero di 12 per 25 persone (circa mezzo chilo cadauna!), tenerissime ma meno gustose rispetto alle tagliate di cui sopra.
Abbiamo tributato ulteriore onore alla griglia gustando un misto di verdure grigliate in porzioni non abbondanti ma ben eseguite: non bruciate e condite con pochissimo sale e un filo di olio a crudo.
Abbiamo concluso il pasto con sorbetti al limone, fruttini di Sorrento (frutta svuotata ripiena di gelato allo stesso gusto del frutto ospitante), crema catalana e diversi tipi di panna cotta.
Dimenticavo i liquidi. Abbiamo bevuto 15 Merlot IGT prodotti nel Lazio di cantina che non ricordo. Si trattava del vino "della casa", quindi del vino di una cantina sponsorizzata dal ristorante. Spesso questi abbinamenti non sono sinonimo di buona qualità del vino. In questo caso l'eccezione conferma la regola: il vino era davvero fantastico tanto che ne sono state bevute ben 16 bottiglie senza che nessuno abbia patito alcun tipo di sofferenza gastrica o di mal di testa (disturbi frequenti per vini di scarsa qualità).
Per finire di soffrire abbiamo brindato all'imminente Natale con 2 bottiglie di prosecco di Conegliano.
Tutto quanto sopra (avendo volutamente trascurato un contorno di patate fritte senza storia) è costato 30 Euro a persona mancia inclusa. Un prezzo onesto considerata anche la buona qualità del pasto. Il caffè è stato gentilmente offerto dalla casa.
Aggiungo queste poche righe per segnalare che in alternativa il locale offre delle ottime pizze cotte alla napoletana (col cornicione intorno per intenderci) ed alcuni primi. Splendida la birra alla spina (Menabrea bionda o rossa). Anche in questa eventualità i prezzi si posizionano nella fascia medio/alta a fronte comunque di una qualità davvero notevole. Per chi mangia abitualmente la pizza a Napoli, il locale non lascia rimpianti.

I voti:
AMBIENTE: 7 meno (gradevole e molto accogliente. Purtroppo un po' rumoroso ma le dimensioni sono quelle che sono);
SERVIZIO: 7 (molto professionale, attento e puntuale nonostante la quantità di coperti);
CANTINA: 6 e mezzo (discreta selezione di vini italiani);
CUCINA: 8 (professionisti della griglia);
RAPPORTO Q/P: 7 (prezzo proporzionato alla qualità ed alla quantità).

GIUDIZIO FINALE: buono.

Che Aldo ci guidi sempre.

Max

Data della visita: 22 dicembre 2004


(*) CCBI (Consorzio Produttori Carne Bovina Pregiata) - Nato nel 1982 per iniziativa di un gruppo di produttori il consorzio è anche noto come "5R", dal nome delle cinque razze che intende tutelare (Chianina, Marchigiana, Romagnola, Maremmana e Podolica). La carne deve provenire da animali di una delle 5 razze citate, nati, allevati, macellati e sezionati in Italia. Sono anche ammessi meticci (ossia bovini nati da un solo genitore di razza) purché di età inferiore a 24 mesi.

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Dicembre 2009 11:14