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TRATTORIA PANE E PANELLE - Bologna PDF Stampa E-mail
Emilia Romagna
Scritto da Max   
Domenica 22 Novembre 2009 14:12

TRATTORIA PANE E PANELLE
Via San Vitale, 71
Bologna
Tel. 051/270440
Chiuso: Domenica e Lunedì.
Ferie: d’estate.
Carte di credito: le principali.

Una doverosa introduzione: cosa sono le "panelle"? Risposta: trattasi di frittelline a base di farina di ceci da servire calde tipiche della tradizione culinaria palermitana. Lo spuntino per eccellenza è, per l’appunto, pane e panelle!
Dovevo per forza introdurre questa definizione per dare subito una impronta al locale di cui andremo a dire. Siamo nella Bologna entro mura, a 500 metri dalle due torri, la Bologna più sincera, quella sorniona e borghese, ma non troppo, lungo una delle direttrici che portano direttamente in centro. Sotto il solito portico brilla il neon dell’insegna riflesso dalla vetrina del locale sul quale fa bella mostra di se un cavalletto su cui è affisso un avviso ai naviganti diurni: menù a prezzo fisso per pranzo: 12 euro (se non ricordo male...). Il locale è da subito estremamente accogliente, caldo, arredato con un certo gusto anche se un paio di scivoloni ci sono ma si perdonano. Tavoli in legno massello di varie fogge, direi quasi ognuno diverso dall’altro sono disposti con ampio spazio intorno all’interno dell’unica sala. La cucina è separata dalla sala tramite una apertura nel muro per passare le vivande (testimonianza di precedenti ristoratori) e da una porta a battenti. All’interno della sala trovano spazio anche un piccolo corner bar (con superalcolici selezionati e la macchina per il caffè) ed un piccolo salottino (idea molto interessante ma il divano e soprattutto la libreria "etnica" sono, a mio modesto parere, dissonanti col resto del locale). Il tutto è estremamente gradevole. Buona l’acustica, la voce non rimbomba anche a locale pieno, buona la ventilazione, la sala è assolutamente inodore. Il tavolo in legno con la tovaglietta di carta oleata conferiscono un tono familiare molto gradevole.
La sala conta circa una quarantina di coperti. D’estate credo si possa fruire anche di una piccola area all’aperto, ergo potrebbero essere di più. E’ indispensabile la prenotazione. Andarci con l’auto, soprattutto se non si è di Bologna è assolutamente da sconsigliare.
Ma veniamo al dunque. La trattoria si caratterizza per il menù di pesce, sempre diverso giorno per giorno, descritto in una unica pagina e con prezzi, oltre che molto contenuti, molto standardizzati: l’antipasto costa 10 euro, i primi costano 10,50 euro i secondi tra i 12,00 ed i 13,50 euro, i dolci 4,00 euro.
L’antipasto è unico e prevede: Panelle calde (servite anche indipendentemente dall’antipasto appena seduti), Pomodorini semisecchi, Alici marinate, Sarde ripiene (deliziose), una canocchia appena scottata (il sapore del mare), cotolettine di sarde.
I primi (che non ho assaggiato):
Linguine con tonno fresco, capperini, pomodori secchi, pesto d’olive e buccia di cedro;
Bucatini con sarde, uvetta, pinoli e zafferano;
Ravioli farciti con rana pescatrice, code d’orata con asparagi e pomodori zatterini....
solo per citare i più interessanti.
I secondi: ho assaggiato la Scaloppa di tonno in crosta di semi di zucca, mandorle, pistacchi e mosto cotto di carrube (noce di tonno fresco cotto al giusto col cuore rosato e ricoperto di una sottilissima "panatura" – non fritto ovviamente – di semi di zucca, mandorle e pistacchi tritati finissimi, il tutto accompagnato dal mosto cotto sul fondo piatto e pomodori da insalata in spicchi) giudizio complessivo: ottimo.
Ho assaggiato anche Scaloppa di pesce spada steccata all’origano fresco e pomodori secchi con fiore di broccoletto (Noce di spada fresco aperta nel mezzo dove si trova un rametto di origano fresco e pomodorini secchi ridotti in filamenti, qualche traccia di zucchina, il tutto accompagnato con fiori di broccolo appena lesso ed una caponatina a lato) giudizio complessivo: super!
La casa offre anche, solo per citarne un paio:
Millefoglie di tonno e caciocavallo ragusano;
Crudità di coda di rospo in pastella piccante con zucchine in scapece.
Dolci, non assaggiati: solo 4 e della tradizione: cassata siciliana, gelato di crema con mosto cotto, sorbetto al limone, sorbetto di fragola.
Bevuto dell’acqua frizzante "prodotta" in modo casalingo (con apparati specifici) ed un ottimo "Grillo IGT" di cantina che non rammento (sigh!), 12,5° di profumi di arance e mandorle... ottimo connubio col cibo!
Il pane è decisamente buono e vario, diversi tagli dal bianco all’integrale.
Come prima visita non c’è male. Quanto abbiamo speso? In due, con una bottiglia da 16 euro inclusa, 33 euro a cranio: decisamente conveniente per una qualità davvero degna di menzione.

I voti:
AMBIENTE: 7 (gradevole, molto accogliente);
SERVIZIO: 7 meno (abbastanza professionale – comunque attento e puntuale);
CANTINA: 6 e mezzo (lista dei vini non lunghissima, con ricariche contenute e discrete etichette – avrei puntato di più su vini di Sicilia, dei quali avrei aumentato la possibile scelta);
CUCINA: 7 e mezzo (ottima senza sorprese);
RAPPORTO Q/P: 8 (prezzo molto contenuto rispetto alla qualità ed alla location);

GIUDIZIO FINALE: Tra il buono e l’ottimo.

La stella di Aldo continua ad illuminarci.

Max

Data della visita: 8 maggio 2008

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Dicembre 2009 10:49