Goderecci.it

MailingList



Ricevi HTML?

IL RISTORANTINO DI COLOMBA - Ferrara PDF Stampa E-mail
Emilia Romagna
Scritto da Fabio   
Domenica 22 Novembre 2009 14:10

 

IL RISTORANTINO DI COLOMBA
Via Mozzo Agucchie - Traversa di Via San Romano
Ferrara
Parcheggio: lasciate a casa la macchina e andate a piedi (se vi fanno male i piedi, fatevi trasportare a spalle da un amico volenteroso). Centro storico bandito alle auto.
Carte di credito, bancomat: di prossima attivazione.

Non fatevi ingannare dalle tendine fatte all'uncinetto: non è un educandato nè un convento, entrate e non ve ne pentirete. Locale piccolo, 32 coperti o poco più. Pareti rivestite di legno chiaro. Luce non aggressiva. Ambiente confortevole, ma non al punto da essere familiare.
Vi si è accolti da cameriere ben curato, sollecito e cortese, che insolentemente nonché anacronisticamente lascia liberi i clienti di scegliersi il cavolo di tavolo che vogliono.
Frequentazione discreta, gente del luogo. La tranquillità e la discrezione perfettamente in linea con l'atmosfera padana che regna in città. Calma piatta, pace apparente. Gli emiliani sono gente dagli improvvisi entusiasmi. Il lambrusco è frizzante, loro non sono da meno.


Menù tradizionale. Cucina tipica ferrarese. Pochi e irrilevanti scostamenti, piccoli cedimenti alla moda, peccato trascurabile anche per un intransigente come me.
Bisogna tenere la barra al centro e il centro qui, come ovunque, è la Tradizione.
Carta dei vini nella norma. Anzi, fuori norma, del tutto illegale. Colpo di scena: non vi appare il lambrusco brusco. Quasi mi incazzo e me ne vado. La mia dolce compagna, percepito il rischio, veloce mi sciorina le pietanze del menù. Mi distraggo. Sfuma l'incazzatura. Ripieghiamo su un onesto sangiovese doc in caraffa. Resto. Non me ne pentirò. Si comincia con: budino di zucca e radicchio al miele di castagno con aceto balsamico, scaglie di parmigiano-reggiano e guanciale scrocchiarello.
Entrambi di gusto misurato, non pesanti, ben predispongono alle successive portate, assolvendo egregiamente alla pur nobile funzione di antipasti.
Si passa al primo. Qui, per chi è neofita della cucina ferrarese (ma anche per chi non lo è), si consiglia di affidare il gusto ai mitici Cappellacci ripieni di zucca, parmigiano, pepe e conditi con burro fuso, parmigiano e salvia. E' il trionfo della genialità estense applicata al cibo. Il connubio tra la sfoglia e il ripieno è perfetto. La salvia serve a riportarvi in terra dopo esservi librati in cielo. Il burro smorza il dolce della zucca e aiuta il vostro colesterolo a mantenersi in forma.
Si passa ai secondi. Si consiglia vivamente: salama da sugo adagiata su purea di patate e bollito misto. La salama da sugo non è una ragazza un po' tonta uscita da un bagno al pomodoro. E' una specie di cotechino che dopo lunga cottura si sfarina e viene adagiato sulla purea di patate ad impregnarne le ricche e saporose profondità. E' il tripudio del colesterolo allo stato puro. Assolutamente libidinoso. Da gustare d'inverno (anche d'estate, ma solo se si hanno tendenze suicide).
Il bollito è supremo. La lingua è la parte sopraffina (ma qui in veste decisamente morigerata, a soddisfare meno scandalosi istinti). Il manzo è la parte concreta, il conquibus. Il cotechino, quella più insidiosa per il fegato, ma non meno voluttuosa delle altre. A questo punto si è già in preda al delirio da lipidi. Si accompagna il bollito con tre salse: salsa verde (si consiglia col manzo), senape fatta in casa e ricca di rafano (consigliato per nasi costipati dal raffreddore, sturerebbe forse anche lavandini lungamente otturati), tipica mostarda dolce (va bene su tutto, sublime).
I dolci. Un pasto così ben riuscito non poteva che concludersi con il dulcis, in fundo.... Bene la torta di mele con crema e uva passa. Non excellet il misto di crostate, comunque onesto e di non impossibile deglutizione.
Sorpresa finale: esce la Colomba. Scopriamo così (ma avremmo già dovuto intuirlo dal nome del locale) che lo chef è una chef, con tanto di cappello da chef e abito lindo. Probabilmente fa il bucato con Dash. O non lo fa affatto? Se ha cucinato, è stata molto attenta a non sporcarsi. deve essere una perfezionista. Graziosa nonostante l'età. Porta lei stessa una bella torta a una compagnia che si appresta a festeggiare (discretamente) un compleanno. Niente candeline? "No!", dice la mamma della festeggiata, "non ci entrerebbero!". Poi scopro che si festeggiava il 34° compleanno della sventurata figlia e rimango impietrito. E allora io che ne ho 35 dovrei forse rinunciare al piacere delle candeline? Ma sì, chi se ne frega, purché la torta sia buona...Peccato che non ce la offrono. Ma dov'è finita la cordialità emiliana?
Spesa: sui 25-30 euro a testa, purché non ci si allarghi col vino (as usual).

Ai voti:
AMBIENTE: 7
SERVIZIO: 8
CANTINA: manca il lambrusco, ma provvederanno.
CUCINA: 7 e mezzo.
RAPPORTO Q/P: 8

GIUDIZIO FINALE: a chi tocca, nun s'engrugna.

Aldo c’è.

Fabio

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Dicembre 2009 10:48