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OSTERIA "LA BRICIOLA" - Tivoli (RM) PDF Stampa E-mail
Lazio - Ristoranti
Scritto da Marco   
Sabato 09 Aprile 2011 15:08

OSTERIA “LA BRICIOLA”
Via Tiburtina Valeria, 106 (km. 36,500)
00019  Tivoli  (RM)
Tel. 0774/418.421
www.osterialabriciola.it
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Aperto tutte le sere dal martedì al venerdì; sabato e domenica anche a pranzo; lunedì chiuso.
Parcheggio riservato.
Carte.

Per chiunque fosse in vena di una gita fuori Roma, senza spingersi troppo lontano, mi permetto di consigliare la ridente cittadina di Tivoli i cui annessi e connessi – ad esempio l’arcinota Villa Adriana o la Villa d’Este – ne fanno la meta ideale per una giornata primaverile da passare all’aria aperta. Se poi anche voi, come noialtri, foste dei non professionali ma inguaribili buongustai, potreste trovare anche il valore aggiunto del Ristorante presso il quale abbiamo cenato.

Sulla Via Tiburtina Valeria, qualche chilometro dopo il centro abitato di Tivoli (precisamente al Km. 36,500) c’è una piccola costruzione che ospita un altrettanto piccolo Ristoro, laddove “piccolo” sta per “si predilige la qualità alla quantità”, come ci ha detto il Patron della “Briciola”, Sig. Enrico Magnanti. Il nostro ospite ha provvidenzialmente deciso di abbandonare la carriera da geometra per dedicarsi ad un’attività attraverso la quale poter offrire una cucina ricercata ma non pretenziosa. E, buon per noi, c’è riuscito con nessuna infamia e parecchie lodi.
Il locale può ospitare una trentina di coperti nell’accogliente saletta interna, ma c’è anche un piccolo privè e, nel periodo estivo, una bella terrazza.
Prendiamo posto in quattro ad un tavolo precedentemente prenotato, apparecchiato con gusto e molto comodo, comprese le sedie in vimini dotate di morbidi cuscini per la seduta. L’illuminazione della sala è molto buona senza invadenze, domina il colore arancio tenue, forse si potrebbe migliorare la ventilazione, mentre giusta appare la disposizione dei tavoli.
Il Sig. Magnanti ci accoglie con un prosecchino di benvenuto al quale è affiancato un fiore di zucca fritto con qualche goccia di balsamico ed un velo di salsa di peperoni. E già da queste prime note appare per noi chiara la svolta che prenderà la serata.
Una gentile Signora aiuta in sala e ci fornisce i menù nonché la Carta dei vini. Ad una prima più veloce occhiata alla lista delle vivande vediamo che ci sono diversi piatti a base di pesce e questo ci spinge verso un vino bianco. La carta si divide tra 35 rossi, 46 bianchi e 5 vini dolci, tutti descritti minuziosamente e dei quali è riportata anche una foto della bottiglia. Tra i bianchi, vedo il mio caro Muller Thurgau “Elena Walch” già provato altrove con soddisfazione. Ma chiedo consiglio per una valida alternativa al Sig. Magnanti. Il suggerimento è per un moscato secco (sottolineata la parola “secco”) prodotto in quel di Terracina, dall’azienda “Sant’Andrea”, e denominato “Oppidum”. Vendemmia 2010, d.o.c. per 13 gradi. Non l’ho mai sentito ma mi fido e la curiosità fa il resto. Il vino in questione si rivela veramente molto particolare: colore paglierino carico, profumo veramente molto intenso di frutta tropicale, sapore aromatico, ricco e pieno, una scelta azzeccatissima per chi ama questo genere di fragranze. Ci viene anche servita dell’acqua “Filette” delicatamente frizzante.
Ma veniamo al cibo. Come antipasto abbiamo avuto il piacere di assaggiare:
- tartara di manzo con salsa di peperoni e finocchi all’arancia;
- code di gamberi saltate con aspretto di mela verde e pane raffermo.
Le caratteristiche di questi primi assaggi di cucina sono senz’altro i sapori distinguibili e gli indovinati accostamenti – nella fattispecie finocchi-arancia-carne e gamberi-mela-pane raffermo.
Come primo piatto abbiamo preso:
- tagliolini allo zafferano aromatizzati alle erbe;
- stringozzi con asparagi di macchia e pancetta croccante;
- tris di zuppe.
A parte il tris che non ho assaggiato ma che mi viene riferito essere molto buono, le paste sono ottime, i tagliolini più delicati mentre gli stringozzi più saporiti sia per la pancetta che per l’asparago dal sapore deciso.
Tra i secondi abbiamo invece scelto:
- spiedini di calamari gratinati con cartoccio di verdure in pastella;
- bocconcini di maiale con arancia, riduzione di aceto balsamico ed insalata viola.
Gli spiedini sono ottimi e fanno a gara con le verdure fritte, ma leggerissime (melanzane, zucchine e peperoni). Il sapore forte del maiale è giustamente stemperato dal dolce dell’arancia e dal balsamico.
Non richiesto ma graditissimo, ci viene servito anche un cartoccio di strepitose patate di Avezzano fritte.
Ovviamente satolli decidiamo comunque di non privarci del dolce. E qui darei volentieri la parola alle nostre Signore, le quali, visibilmente commosse, hanno degustato:
- involtino di pere con salsa alle fragole e cioccolato;
- torta sbrisolona con cioccolato amaro e crema di zabaione calda.
Per quanto mi riguarda, e per quello che mi è stato concesso di assaggiare, non saprei scegliere il migliore tra i due dolci: nel primo domina il cioccolato mentre nel secondo la crema di zabaione è di incredibile leggerezza e bontà. Ad entrambi lode senza riserve.
Il conto è di 120 Euro.
Ma passo senza ulteriori indugi ai voti:

AMBIENTE: 8 (piccolo ed accogliente);
SERVIZIO: 9 (disponibile, competente, cortese);
CANTINA: 8 (scelta più che sufficiente e a 360°);
CUCINA: 8 (come già accennato, cucina ricercata senza essere pretenziosa, ben eseguita);
RAPPORTO Q/P: 8 e mezzo (trenta euro a testa per una cena come quella descritta è senza dubbio un ottimo rapporto).

GIUDIZIO FINALE: Se volete concedervi un’eccellente cena con un tocco di originalità, “la briciola” fa al caso vostro.

Marco


Data della visita: 2 aprile 2011


Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Marzo 2014 16:01