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PASTICCERIA SIMONA - Ostia (Roma) PDF Stampa E-mail
Mondo Eno-gastronomico - Bar, Pasticcerie e altri luoghi di perdizione
Scritto da Marco   
Giovedì 11 Febbraio 2010 16:40

PASTICCERIA SIMONA
Boutique della frappa
Viale delle Repubbliche Marinare, 50
Lido di Ostia Ponente (Roma)
www.pasticceriasimona.it
Tel. 333/48.63.442

 

 

La pasticceria SimonaDevo confessare che ho un debole per le leggende metropolitane. Senza ovviamente arrivare agli esilaranti eccessi narrati da Elio (e le storie tese) nel brano “Mio cuggino”, le leggende metropolitane sono affascinanti perché, in fondo, possono anche finire col nascondere una piccola verità.
Prendete ad esempio questa Pasticceria di Ostia: è un negozietto piccolino, con un unico bancone che non sarà lungo più di tre metri, dietro il quale ci sono i classici dolci che trovi in una qualsiasi pasticceria. E c’è la vetrina, quella che dà su strada, all’interno della quale nel periodo di carnevale trovano posto soltanto le frappe e qualche castagnola. Una marea di frappe.
La leggenda dice che un distinto Signore, partito da Modena alle cinque del mattino di una domenica di febbraio, sia arrivato alla Pasticceria Simona per caricare la propria automobile con quattro o cinque chili di quelle frappe, precedentemente prenotate, naturalmente. Cioè, non è venuto qualcuno da Roma o, che so io, da Albano o da Velletri. E’ venuto uno da Modena. Fin qui la leggenda. Che potrebbe anche essere vera.

Veniamo invece alla realtà dei fatti, quelli che abbiamo potuto osservare noialtri. Anche per noi è domenica mattina ed il negozietto, stipato di gente, non ce la fa ad ospitare tutti e molti stanno sulla strada, dove è anche presente il “salvarisse”, cioè la macchinetta rossa che distribuisce i numeri del proprio turno. Quando io e Valerio arriviamo in loco e prendiamo il nostro numeretto abbiamo 40 persone davanti a noi. Tutti sono lì per le frappe. Ci sarà da aspettare una mezz’ora buona.
E allora ascoltiamo i discorsi degli avventori: “Chissà come le faranno!” - esclama un Signore sui sessant’anni. “Eh beh!” - gli fa eco una Signora più o meno della stessa età - “sicuramente c’è un ingrediente segreto”. “Grazie ar cavolo!” - asserisce perentorio un ragazzo sui trenta - “ce deve stà pe forza quarcosa de speciale, sinnò nun sarebbero così bbone!”. “E’ come per la Coca Cola” - soggiunge un altro ragazzo - “puoi bere pure la Pepsi, ma la Coca nessuno la riesce a fare uguale”.
Piano piano comunque la vetrina va svuotandosi e presto la preziosa mercanzia sarà esaurita, per quella giornata almeno. Chi rimane col numero in mano può prenotare per il giorno dopo, ma tutti sperano di farcela. Io e Valerio riusciamo a portarci via una chilata di frappe a testa.
E allora, in conclusione: queste benedette frappe sono in effetti molto particolari. Sono fritte (in olio di arachidi) ma la frittura non è invadente. La fragranza è impareggiabile e l’impasto ha un gusto sopraffino, con un leggero profumo di agrumi. Sono abbondantemente spolverate (forse anche troppo) con lo zucchero a velo e con una goccia di miele. Insomma, leggende metropolitane a parte, sono squisite. E anche un po’ care: 2,90 euro l’etto.

I voti:
AMBIENTE: 6 (negozietto piccolino e un po’ dimesso);
SERVIZIO: 9 (efficientissimo, una vera e propria catena di montaggio);
DOLCI: 9 (alle frappe, il resto non lo sappiamo);
RAPPORTO Q/P: 8 (forse costano un po’ di più del solito, ma ne vale la pena).

GIUDIZIO FINALE: se per carnevale vi trovate a passare da Ostia vi consigliamo una sosta. Per chi abita a Roma la trasferta ha un suo indubbio tornaconto.

Marco

 

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Maggio 2010 08:12