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TERRANIMA RISTORO PUGLIESE - Bari PDF Stampa E-mail
Puglia - Ristoranti
Scritto da Max   
Lunedì 18 Gennaio 2010 00:00

TERRANIMA – Ristoro Pugliese
Via Nicolò Putignani, 213/215
Bari
Tel. 080/52.19.725
Cell. 334/66.08.698
Web: www.terranima.com
Giorno di chiusura: domenica sera
Ferie: tre settimane in agosto
Carte di credito: le principali

E’ con una certa emozione che torno a lasciare le mie impronte sul rinnovato ritrovo del “goderecci.it” e non solo perché sarò uno dei primi recensori della nuova stagione del circolo ma anche perché mi trovo a parlare di un locale che, volendolo limitare, potremmo definire ristorante ma che in realtà è molto di più.
Terranima si trova nel quartiere murattiano di Bari a poca distanza da Bari Vecchia ed in posizione centrale rispetto al cuore commerciale della città a cui fa da asse la ben nota via Sparano. Il locale nasce una ventina di anni fa in adiacenza al caffè letterario BATAFOBRLE (il nome è la summa degli acronimi delle provincie pugliesi) – di più lunga tradizione – come ristorante di cucina del territorio. Ad oggi non è mai stata smentita la sua vocazione originaria anche, e soprattutto, dopo l’avvento della attuale gestione dell’amico Piero Conte.
La puntualizzazione è necessaria perché Conte cura personalmente gli acquisti del ristoro presso masserie, rivendite e cantine di fiducia dove trova latticini biologici di ottima qualità, pesce freschissimo che spesso viene consegnato all’attracco del peschereccio verso le sette e mezzo-otto della sera, vini di assoluto pregio, oli di ogni tipo e per ogni esigenza. Inoltre ha dato al locale la splendida veste di una antica corte pugliese privilegiando il pavimento in “chianche” rigorosamente bianche (tipica pavimentazione in tavelle di calcare bianco), la pitturazione delle pareti in calce e terre colorate, l’arredo fatto di vecchie credenze in cui fanno bella mostra gli strumenti di antichi mestieri, alcuni dei quali ormai desueti, nonché tavoli in ferro battuto e marmo oppure in massello di legno. Le pareti sono inoltre caratterizzate da stampe d’epoca, foto di personaggi dello spettacolo, della letteratura, della vita pubblica barese, di oggi e soprattutto di ieri nonché da disegni, acquerelli, dipinti che sono stati, presumo, donati dagli artisti che spesso presentano le loro opere presso il caffè letterario.

Potrei parlare a lungo, forse troppo a lungo per chi vuole leggere di cucina, di quanto e cosa è Terranima, ma lo spazio è tiranno, invito quindi quanti sono curiosi di saperne di più a visitare il sito del ristoro all’indirizzo sopra evidenziato oppure, ed è meglio, ad andarci!
Eccoci quindi a disquisire sul cibo, in poche parole: sempre ottimo e sempre diverso.
E vengo a spiegarmi...
La cucina è in mano allo chef Sabino Costanzo, ottima persona dal punto di vista umano e soprattutto ottimo chef. Il ristoro vanta una tradizione molto particolare: il menù cambia ogni due settimane, il che significa, fatto salvo il periodo di ferie, che in un anno si può contare su ben 24 menù diversi, sempre accattivanti e sempre legati alla stagione, tanto in ossequio al volere di Piero Conte di puntare su una cucina con prodotti estremamente freschi e saporosi e, soprattutto, a km zero!
Devo dire che ho frequentato il ristoro molte volte da che lavoro a Bari e col tempo, oltre che essere diventato “uno di casa” con Piero, la signora Georgia Colombo e la figlia di Piero, sempre presenti in sala, sono entrato nei favori dello chef che, in particolare quando battezza dei nuovi piatti mi delizia in anteprima degli stessi.
Quindi considerato che ho gustato davvero l’essenza del ristoro, mi limito a raccontare di alcuni dei miei piatti preferiti quali:
tra gli antipasti: misto di latticini composto da ricottina, nodini e burratina (qui la materia prima è tutto e il ristoro non tradisce), insalata di polpo con ceci (semplice ed ottima), terrine varie con verdure, principalmente zucchine e funghi, ma dipende molto dalle stagioni (ottime!).
tra i primi: strozzapreti con i funghi cardoncelli su purea di fave con olio a crudo su nido di formaggio fuso (sublimi), tiella barese altrimenti detta riso patate e cozze (la migliore di Bari a mio parere),
tra i secondi: sogliola gratinata (con una grattatina di canestrato grattugiato appena percettibile che gli dà il tocco del maestro) guarnita di volta in volta con qualche cozza anch’essa gratinata oppure dei gamberi grigliati oppure delle seppie appena scottate. Pesce spada alla griglia con impanatura di mandorle tritate accompagnato da piccoli contorni di stagione. Filetto di podolica alla griglia con composta di rape (da urlo!). Polpo cotto nel primitivo (semplice ed eccellente). Last but not least, le triglie fritte (di Camilleriana memoria): autentico capolavoro nella loro semplicità.
Non sto a dilungarmi ma avrete capito di cosa parlo: ottime materie prime, un amore per la cucina “come Cristo comanda” davvero unico ed un pizzico di creatività fanno di questo locale un vero faro della ristorazione barese, peraltro mediamente di qualità medio-alta.

Dimenticavo, e non è cosa di poco conto, che prima di ogni pasto, come benvenuto di Terranima, viene servito un assaggino caldo composto da un piccolo trancio di focaccia barese (alta, spugnosa con solo olio e qualche pomodorino fresco), una frittellina di pasta di pizza con un pezzetto di mozzarella e una puntina di salsa di pomodoro e, last but not least ancora una volta, un panzerotto (tipico pugliese, di Bari in particolare) che tocca vette inenarrabili farcito con mozzarella, pomodoro e del buon pepe nero (in alcune serate a tema si gustano anche con la ricotta forte e la carne).
I liquidi: bevo abitualmente del Santerasmo bianco (un Greco in purezza sui 12,5°, davvero ottimo a tutto pasto), in altre serate ho goduto di ottimo Salice Salentino e di un altrettanto valido Negramaro. In una serata di degustazioni ho avuto modo di bere due vini lucani che segnalo ai soci il “Tittà” e la “Malandrina” della Masseria Cardillo vicino Matera. 13,5° il primo e 14,5° il secondo. Due capolavori. Non mi dilungo, dico in breve che la cantina è ben fornita solo di vini pugliesi con una strizzata d’occhio ai vini lucani. Aggiungo che, associati ai piatti che vengono serviti, non fanno rimpiangere in alcun modo altre scelte di altre regioni. Va bene così!
A fine pasto talvolta mi sono concesso ad una grappa di primitivo di ottima qualità prodotta da un amico di Piero che nulla ha da invidiare ad analoghi prodotti di altre parti dello stivale.
Il pasto medio si aggira sui 30-35 Euro a persona (qualcosa in più se si beve a bottiglia anziché a calice e comunque con ricariche contenute).

I voti:
AMBIENTE: 7 e mezzo (gradevole e molto accogliente);
SERVIZIO: 7 (professionale e attento, mai stucchevole);
CANTINA: 7  (cantina regionale di buon livello);
CUCINA: 8 (ottima senza sorprese);
RAPPORTO Q/P: 8 e mezzo (prezzo giusto per una qualità davvero elevata);

Giudizio finale: se siete a Bari da frequentare assolutamente.

                                                                                                                               Max


Data delle visite: da Maggio a Dicembre 2009

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Marzo 2012 08:01