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TRATTORIA TRAM TRAM - Roma PDF Stampa E-mail
Lazio
Scritto da Max   
Domenica 22 Novembre 2009 14:48

TRATTORIA TRAM TRAM
Via dei Reti, 44/46
Roma
Chiuso Lunedì
Tel. 06/49.04.16
Carte di credito: le principali.
Parcheggio: molto difficoltoso.
Prenotazione: direi obbligatoria.

Per i romani che leggono questa recensione è del tutto inutile che io descriva dove si trova il locale, nondimeno suggerisco di andare ad altre recensioni relative a locali siti nello stesso quartiere (San Lorenzo) per avere un’idea di dove ci troviamo (es. "trattoria Uno e Bino"). Il locale più in particolare si trova lungo una strada a senso unico al traffico veicolare che ha come caratteristica l’essere strategica per tutto il traffico tramviario diretto alla stazione Tiburtina e zone limitrofe, in pratica nelle ore diurne passa un tram ogni due/tre minuti, da qui il nome del locale.
L’arredo, come ovvio, è quello tipico delle trattorie: tavoli in legno con tovagliati semplici (molto piccoli visto che si deve fare a gomitate col vicino anche solo per arrotolare gli spaghetti), sedie rustiche anch’esse in legno ma comunque comode, pavimento in marmittoni, pareti ocra chiaro, applique alle pareti con qualche quadro che fa adeguato pendant, vetri lucidi su infisso in legno che chiudono il locale con smerigliato il simbolo del locale: un tram appunto! Completano il profilo un modellino di tram con tanto di pupazzetti alloggiato in una nicchia del muro centrale ed un banco mescita sito proprio all’ingresso della trattoria a ricordare la originaria vocazione del locale.
Una volta entrati nel locale siamo subito stati redarguiti, incredibile ma vero, per essere arrivati troppo presto!! Rispetto alle 21.30 previste siamo arrivati alle 20.55 ed abbiamo scombinato tutti i piani di avvicendamento previsti dal proprietario. E’ evidente che quanto sopra deriva dalla ridotta capienza del locale che ho stimato in circa 80 coperti; va da sé che se volete andarci dovete assolutamente prenotare in tempo.
Una volta seduti siamo subito introdotti al cibo dal menù e dalla carta dei vini. Il primo essenziale nella sua semplicità ma ben leggibile e chiaro (nessun volo pindarico sul nome del cibo quali ad es. "Pasta fresca della casa alla Peppino" oppure "Gamberi rosso pallido del golfo della Sirte cotti al vapore adagiati su un letto di insalatina e verdurine fresche di stagione accompagnato da flan di ribes nero dei fiordi norvegesi del Nord Ovest"): tre antipasti tre, una decina di primi, una ventina di secondi, cinque contorni, una decina di dolci (forse non troppo originali) ed un foglietto sui piatti extra del giorno. La carta dei vini invece è la sorpresa del locale: ricca, ben assortita (sia come essenze che come cantine), ben organizzata.
Veniamo quindi al vile cibo, abbiamo mangiato:
- Antipasto Tram Tram: trattasi di tre gamberoni cotti in padella accompagnati da verdure miste trifolate, il tutto molto piccante e molto buono.
- Sauté di cozze (i fasolari previsti dal menù non erano quella sera disponibili): eseguito rigorosamente non troppo piccante.
- Orecchiette alla Norma: secondo la migliore tradizione siciliana, ottima la ricotta salata grattata sopra, buono l’inaspettato connubio con l’orecchietta.
- Gnocchetti di patate al baccalà: appena colorati di pomodoro dal sapore raffinatissimo.
- Involtini di pesce spada: anch’essi eseguiti a regola, pesce spada senz’altro fresco e molto buono, ripieno gustoso e non sfacciato (come invece spesso accade anche, ahimé, in terra di Sicilia) e pomodorini appoggiati sopra ricavati dalla cottura (ottimo connubio quest’ultimo, per me assolutamente inedito). Patate di accompagno.
- Calamari in guazzetto accompagnati da gamberoni (sguazzanti anch’essi) e patate di accompagno.
- Terrina di alici con verdure: non assaggiate da me, commentate come buone da chi le ha mangiate.
- Creme caramel secondo la ricetta corsa: trattasi di creme caramel casalingo un po’ più solido e spugnoso di quello a cui siamo abituati. Buono e nemmeno troppo dolce.
C’era anche un altro dolce ma ero troppo ebbro di vino per ricordare cosa fosse.
A proposito di vino. La scelta, disputata in due, era tra tre differenti vini dalle caratteristiche assai diverse: lo Chardonnay Planeta (vedi scheda ristorante "Casa Savoia" a Messina), il Pigato ligure ed un Marino bianco di una cantina molto legata alla tradizione che ha recuperato gli antichi vitigni e ne ha tratto un nettare degli dei. Nulla di tutto ciò è stato bevuto. Seguendo i consigli del sommelier ci siamo avventurati su un "Ritratto Bianco - vigneti delle Dolomiti - I.G.T. vendemmia 1998 cantina La.Vis. di Trento, 13°. Il vino, grazie anche alla sua gradazione che definirei "importante" per un vino bianco, ha una pastosità ed una rotondità che non lo fanno sfigurare davanti al concorrente Chardonnay Planeta di cui sopra anzi, vista la minore intensità della profumazione, lo rendono molto più adatto al tipo di pasto gustato. Modesto il sentore di barrique che si mitiga molto dopo che la bottiglia si è ossigenata.
Due parole di numero sul pane: biologico (non so se possa essere accreditato come un pregio) e molto buono.
Qualche altro appunto: illuminazione scarsa; aria condizionata a getto sugli avventori; vivibilità del tavolo modesta; posateria senza sussulti di stile; buona la scelta dei bicchieri; servizio familiare, cortese ma poco attento (noi abbiamo dovuto chiedere dei cucchiai di portata più volte); rumorosità elevata (ma trattandosi di una trattoria si perdona).
Il costo: direi assolutamente contenuto, anche considerando che si sono scelti i piatti più costosi: circa 25 Euro a cranio vino incluso. Contenuta la ricarica sui vini.

I voti:
AMBIENTE: 6 e mezzo (tutto sommato gradevole anche se con qualche pecca);
SERVIZIO: 5 (cortese ma poco efficiente e puntuale);
CANTINA: 8 (ampia e ben organizzata la carta dei vini, peraltro quasi tutti disponibili);
CUCINA: 7 (onestissima e ben eseguita, da valutare meglio dopo una visita invernale avendo degustato i piatti della tradizione romana);
RAPPORTO Q/P: 8 (a Roma uno dei migliori).

GIUDIZIO FINALE: vale la visita.

Aldo, a suo tempo, deve essere stato uno degli avventori

Max

Data della visita: febbraio 2004

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Dicembre 2009 11:03