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TRATTORIA DEI CACCIATORI - Genzano di Roma (RM) PDF Stampa E-mail
Lazio
Scritto da Marco   
Domenica 22 Novembre 2009 14:48

TRATTORIA DEI CACCIATORI
Via I. Belardi, 76
Genzano di Roma (RM)
Tel. 06 / 939.60.60
Prenotazione consigliata.
Carte di credito: le principali
Parcheggio non semplice nei vicoli limitrofi, più facile lungo il vicino Corso principale dove però c’è la fascia blu.
Giorno di riposo martedì.

Il locale è facilmente raggiungibile: occorre seguire le indicazioni per Genzano centro. La via Belardi parte dalla piazza principale ed è peraltro famosa perché una volta l’anno vi si svolge "l’infiorata", una pittoresca manifestazione floreale che, con una certa immaginazione, rende la suddetta via una sorta di scalinata di Piazza di Spagna, dato che si tratta di una strada in salita con in cima una chiesa bianca.
Impossibile non vedere la trattoria per via di una gigantesca insegna verticale (sarà lunga almeno una quindicina di metri) dove "cacciatori" è scritto a lettere cubitali rosse su sfondo bianco. Alla faccia della discrezione, probabilmente è anche luminosa.
L’interno del locale è piuttosto rustico; c’è un unico ambiente arredato alla “cacciatora”, ovvero tutto in legno scuro con teste di poveri animali attaccate alle pareti e tavoli grandi distribuiti in ordine sparso per un totale di circa 30 coperti.
Preso posto tra i curiosi sguardi degli altri avventori, decidiamo subito di tralasciare l’antipasto (che comunque sarebbe stato a base dei soliti affettati locali) e partiamo con i primi, anzi, con il primo, dato che abbiamo preso tutti la stessa cosa: pappardelle al sugo di lepre.
La pappardella, nel senso della pasta, è molto buona; meno lo è il sugo, molto "rosmarinato" e senza alcuna traccia di lepre o di qualsiasi altra cosa che assomigli a della carne. Rinvengo tuttavia un bell’ossicino. Nel complesso appena sufficienti.
Dato il nome della trattoria confido assai nei secondi. Prendiamo: abbacchio allo scottadito, bistecca di manzo (tutto alla brace, ovviamente) e, tanto per onorare la cacciagione, una bella pernice (il fagiano è esaurito). Buono l’abbacchio, molto dura la bistecca, discreta la pernice, forse un po’ troppo speziata.
Di contorno prendiamo patate al forno (nella norma), cicoria saltata (non solo con aglio e peperoncino, ma anche con pomodoro) - discreta, e carciofi (buoni).
Annaffiamo il tutto con un Santa Cristina del 2000, cantina Antinori, affinato in rovere per 4 mesi (12,5% vol.); ottimo, ma, come giustamente mi faceva notare il mio commensale, un Chianti sarebbe stato forse più adatto. A proposito: la carta dei vini è costituita di due pagine, una per i rossi (circa trenta) ed una per i bianchi (una ventina). La scelta non è vastissima, ma vi si trova una certa varietà che credo sia in grado di soddisfare chiunque.
Come dolce andiamo sul tradizionale confezionato: tartufo bianco affogato al caffè.
Arriva il conto: 27 Euro a testa.

Ecco i voti:
AMBIENTE: 6 (rustico ma poco accogliente);
SERVIZIO: 8 (molto sollecito e premuroso);
CANTINA: 6 e mezzo (senza infamia né lode);
CUCINA: 6;
RAPPORTO Q/P: 6.

GIUDIZIO FINALE: non so se sto diventando io troppo esigente, ma da una trattoria che si chiama "dei cacciatori" e che si trova ai Castelli è lecito aspettarsi qualcosa di più. Siamo stati bene, ma il pranzo non è stato affatto memorabile. Credo che in zona possa trovarsi di meglio allo stesso prezzo.

Che Aldo, oltre a noialtri, possa illuminare anche qualche ristoratore.

Marco

Data della visita: marzo 2002

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Dicembre 2009 11:03